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Naturalia organizza tutti gli anni il Corso per Operatore di Massaggio Sportivo, un percorso formativo di 200 ore di formazione teorico-pratica. Anche questo anno abbiamo accolto nella nostra scuola i nuovi allievi del corso, incuriositi e carichi di aspettative hanno iniziato con entusiasmo questo percorso che li vedrà diventare professionisti del massaggio.

Cosa si studia nel Corso per Operatore di Massaggio Sportivo?

Il Corso non prevede solo lo studio e la pratica del  Massaggio Sportivo, pre-infra-post gara, ma  si imparano  diverse tecniche di massaggio olistico: massaggio svedese, massaggio decontratturante, massaggio Breuss per la schiena, Pnf e trattamento del dolore mio-fasciale, tecniche avanzate di massaggio sportivo e tecniche osteopatiche applicate al massaggio. Una formazione in massaggio non può non prevedere anche lezioni teoriche specifiche sull’anatomia e fisiologia, traumatologia sportiva, svolte da personale medico specializzato. Il percorso deve formare operatori qualificati, che sanno praticare e rispondere al meglio alle esigenze dei clienti sportivi e non, che sanno lavorare in un contesto sportivo come anche in un centro benessere e una spa, per questo la formazione olistica prevede diverse tipologie di massaggio che sanno venire in contro anche a chi vuole semplicemente prendersi cura di se pur non essendo uno sportivo.

Massaggio Sportivo: cosa è e a cosa serve

Il Massaggio Sportivo,  non terapeutico, è un particolare tipo di massaggio eseguito su specifiche regioni corporee al fine di migliorare la performance atletica e il recupero dell’atleta.

Se praticato pre gara, ha il compito di dare elasticità e tonicità al muscolo, decontrarre la muscolatura e dare all’atleta uno stato di quiete. Oltre a riscaldare i muscoli e migliorare l’elasticità e la mobilità articolare, il massaggio pre-gara svolge l’importante funzione di prevenzione del trauma.  Le parti del corpo da massaggiare saranno perciò quelle più esposte al carico ed alla ripetitività del gesto atletico. Il massaggio si compie con manovre decisamente poco profonde e  favorirà  l’apporto di sangue nel muscolo, aumentando così la temperatura locale.

Se praticato post gara, ha un affetto  defaticante e serve a velocizzare i tempi di recupero di un atleta. Praticato pochi minuti dopo il gesto atletico, la sua azione è di ridurre il senso di stanchezza e di pesantezza fisica, di favorire il drenaggio del sangue venoso e conseguentemente delle tossine prodotte, di migliorare quindi l’apporto di sangue arterioso. La durata del trattamento, superiore a quella del pre-gara, è connessa direttamente al grado di affaticamento dell’atleta.

Non solo chi fa attività sportiva agonistica e non può ricevere giovamento dal massaggio sportivo, anche i non sportivi possono avere grandi benefici per l’azione decontratturante e rilassante del massaggio.

Massaggio Svedese

Massaggio Svedese

Quali sono i benefici del Massaggio Sportivo?

  • Diminuzione della tensione muscolare
  • Migliore ossigenazione dei tessuti
  • Drenaggio
  • Migliore smaltimento delle tossine
  • Miglioramento elasticità muscolare
  • Miglioramento mobilità articolare
  • Prevenzione traumi ed infortuni di natura muscolare
  • Preparazione muscolare ad una corretta attività fisica /performance sportiva

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Si è concluso oggi il Corso per Operatore di Massaggio Sportivo: sei mesi di formazione, workshop ed esercitazioni pratiche, tanti i momenti di condivisione e crescita. Quando abbiamo iniziato il corso, a gennaio, abbiamo conosciuto venti ragazzi eterogenei, per età,  formazione pregressa, esperienze e motivazione. "Vorrei fare della mia passione il mio lavoro" è la frase che abbiamo sentito più spesso. Alcuni per curiosità, altri per acquisire competenze utili per il lavoro, altri per fare di questa passione un vero e proprio lavoro: le motivazioni per cui ci si avvicina a questo mondo possono essere tante, come tanta deve essere di certo la motivazione che porterà ad approfondire nello studio e nella pratica, non solo la tecnica ma l'approccio globale al cliente per offrire il trattamento più adeguato "cucito addosso" alla persona. Dopo 200 ore di formazione, consegnare nelle  loro mani il Diploma Nazionale e il Tesserino Tecnico Csen, è stata un'emozione, la soddisfazione di vederli cresciuti, divenuti dei veri professionisti, si accompagna , come sempre, alla nostalgia della fine di un percorso vissuto insieme. Non possiamo che augurare a tutti una buona vita, se lavorerete sempre con gioia al servizio del benessere degli altri, non avrete mai "lavorato" ma vissuto un'esperienza di vita meravigliosa. Tanti Auguri a tutti!

 

Il Giorno dell'esame finale

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Qunado il ritmo dei passi incontra il battito della terra, le persone percorrono lunghe strade al ritmo del cuore!

Per una giornata, la Scuola di Riflessologia si è trasferita nel sito archeologico e naturalistico di Is Concias, un angolo di paradiso tra querce secolari, cascate e fiumiciatoli, erbe aromatiche ed officinali e rocce lisce. Sotto le fronde dei grandi alberi, si è svolta un'insolita lezione di riflessologia plantare: l'attenzione è andata  non solo il trattamento riflessologico, di cui gli allievi ne hanno studiato la tecnica durante tutto l'anno accademico, ma ascolto dell'altro, introspezione e meditazione con l'altro in una simbiosi perfetta con l'energia straordinaria che questo sito sa trasmettere.

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Sin dalla fondazione del Centro Studi Naturalia, una grande professionista, una riflessologa e naturopata di eccezionale sensibilità, ha contribuito alla cresciata di questa realtà: Carla Orrù.

Abbiamo chiesto in questa intervista di raccontarci la sua storia, la sua  passione per la riflessologia plantare, passione che è in grado di trasmettere a tutti gli allievi che per la prima volta sperimentano questo percorso.

Un lungo percorso professionale come riflessologa, ricercatrice e formatrice, vissuto sempre con grande amore per il prossimo. Oggi Carla dirige la Scuola di Riflessologia Plantare del Centro Studi Naturalia.

 

Scetticismo, dubbio e curiosità sono stati compagni di viaggio nel mio primo incontro con la riflessologia,  studio e sperimentazione hanno fatto si che si trasformassero in un amore incondizionato finalizzato alla costante ricerca e logicamente al benessere delle persone .

 

Carla Orrù – Scuola di Riflessologia

 

Benessere infatti è ciò che trovano coloro che si sottopongono ai trattamenti di riflessologia.

Questa  tecnica è in grado di risvegliare la memoria di un equilibrio originario insito in ciascuno, è in grado di  ristabilire l’ armonia a livello fisico, spirituale e mentale, integra le relazioni  esistenti tra i sistemi organici e le emozioni che proviamo o reprimiamo.

Nel  lavoro quotidiano mi piace soffermarmi sul particolare, che diventa conoscenza generale e, poiché ogni piccola parte parla di noi, i piedi più di tutto riescono a fornire un quadro chiaro e nitido della  situazione psicofisica, del vissuto e delle predisposizioni ad affrontare le esperienze, rivelano le rigidità, le paure, le relazioni, la capacità di adattamento, il proprio potenziale energetico.

Attraverso la stimolazione si allentano tensioni e si torna ad uno stato di benessere.

Il piede rappresenta la sorgente energetica dell’organismo umano, ci permette di compiere importanti passi in vita, di connetterci con la terra, di elevarci spiritualmente.

Avere l’ onore di prendermi cura di tante persone  rende sacro il mio lavoro.

Scetticismo, dubbio, incredulità? A colui  che prova questo mi viene da rispondere: “ che tu ci creda o no, non importa, la riflessologia funziona e da come risultato il benessere!”

 

Quanto a me, ricercatrice curiosa, … gratitudine allo scetticismo!!

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L’Omeopatia è Filosofia della Salute”: questa frase ha dato il La al Corso di Omeopatia tenuto dalla Dott.ssa Cristina Porcu, farmacista omeopata specializzata in fitoterapia e omeopatia, docente della Scuola di Naturopatia del Centro Studi Naturalia. Una frase bellissima che racchiude il pensiero Hahnemmaniano di salute.

L’omeopatia, è una terapia in grado di portare a guarigione il “malato” e non solo la malattia. Spesso, la medicina ufficiale rifiuta la terapia omeopatica ritenendola non efficace perché priva di un fondamento scientifico, e sperimentale.
Tutto questo è falso, poiché il rimedio omeopatico viene sperimentato, prima di essere messo in commercio, sull’uomo sano e la sua riproducibilità è evidenziata e confermata da ben due secoli di studi e successi.

L’Omeopatia è  filosofia della salute: un lungo percorso che parte da Ippocrate (principio di similitudine con Helleborus)ed attraversa tutta la storia dell’uomo, Paracelso, Galileo, maanche per i grandi filosofi da Platone a Kant fino a Freud, tutti a cercare, da diversi punti di vista, di capire l’UOMO, dai suoi meccanicismi (macchina uomo) alla sua visione più metafisica e perfino spirituale. Come loro (pionieri della scienza dell‘uomo) , Hannemann delinea il complesso sistema che collega indissolubilmente il corpo alla mente aggiungendo la visione globale e l’acqua come mezzo di guarigione.

 

Omeopatia: acqua fresca?

Spesso si sente dire che l’omeopatia è solo acqua perché non c’è, a livello ponderale, sostanza farmacologicamente attiva.
Questo è vero nel senso che non si somministrano dosi ponderali, come nella medicina tradizionale, ma ricordiamo che proprio le dosi ponderali portano effetti collaterali e controindicazioni mentre in omeopatia la sostanza non è presente in quantità fisiche ma lo è in termini di energia biologicamente attiva, cioè la materia di base viene diluita e dinamizzata fino ad ottenere delle dosi infinitesimali della sostanza medicamentosa privando la stessa di tutti gli effetti nocivi e indesiderabili.

L’omeopatia ha due secoli di vita ma ha già una lunga storia, una storia scandita da una serie di progressi che la “medicina dei simili” ha raggiunto nel diffondersi, con fervore missionario, in regioni ben lontane dalla sua terra d’origine: in India, negli Stati Uniti, in Francia, In Inghilterra, in Brasile, in Argentina, Messico, ecc.
Medicina nata 200 anni fa attraverso gli studi del suo fondatore Dott. S. Hahnemann (Meißen, 10 o 11 aprile 1755 – Parigi, 2 luglio 1843), medico tedesco, il quale traducendo testi di materia medica, intuì il comportamento del chinino e formulò un’ipotesi che poi sperimentò su se stesso. La stessa sperimentazione fu fatta su altri volontari ottenendo sempre gli stessi risultati.
Quindi, poiché Hahnemann sperimentò il risultato delle sue osservazioni sull’uomo sano e non su delle cavie, si potrebbe dire che ci troviamo nel campo della sperimentazione scientifica vera e propria.
Hahnemann notò che il chinino usato come rimedio nei malati di malaria, provocava, nelle persone addette alla produzione della sostanza, gli stessi sintomi della malaria.

Nello stesso modo sperimentò altre sostanze ricavate sia dal mondo vegetale, ma non solo, ma anche dal regno animale (esempio Lachesis) e minerale (Sulphur).
Grazie a questi studi e alla sua geniale intuizione, poté, dopo svariati anni di studi, formulare il principio su cui poggia tutta la medicina omeopatica e cioè: il principio di similitudine.

Il principio di similitudine

“Il Principio di Similitudine” afferma che “le malattie guariscono con i rimedi che provocano in un individuo sano i sintomi della malattia stessa”, ciò sta a significare che la guarigione si ottiene somministrando al malato la sostanza che ha provocato nell’individuo sano gli stessi sintomi di malattia. Il caffè (Coffea) disturba il sonno di molte persone; in dose omeopatica è utile per trattare certe forme d’insonnia. In dose tossica, l’oppio (Opium) paralizza la muscolatura intestinale; in dose omeopatica interverrà favorevolmente nel trattamento della costipazione.

Differenza tra Omeopatia ed Allopatia

L’allopatia è un metodo terapeutico che nel processo di guarigione utilizza sostanze che inducono effetti contrari alla natura della malattia, cioè sopprime i sintomi senza curare la malattia che scatena il sintomo stesso e non tiene conto dell’ammalato nella sua interezza, ma rende l’organismo un insieme di organi e apparati tutti distinti l’uno dall’altro.
L’omeopatia, invece, modifica il terreno dell’ammalato cioè, mette il paziente in condizione di guarire se stesso stimolando le sue difese naturali contro l’agente patogeno. In altri termini il rimedio omeopatico agisce come un catalizzatore, sostanza la cui presenza a dosi infinitesimali è essenziale per lo svolgimento di molte reazioni chimiche.

Questo non vuol dire che dobbiamo rifiutare un antibiotico perché dannoso, ma far si che il farmaco allopatico e quello omeopatico siano l’uno il complemento dell’altro.

Comprendere con il caso pratico
Facciamo alcuni esempi per meglio comprendere come agisce il rimedio omeopatico.
– La puntura d’ape provoca edema roseo con sensazione di prurito e bruciore locale, migliorata da applicazioni fredde. “Apis” il rimedio omeopatico preparato dalla triturazione, dinamizzazione e diluizione, (fino a raggiungere la dose “infinitesimale”) dell’intera ape, agisce non solo in caso di punture di insetto, ma anche in ogni forma di infiammazione acuta della pelle delle mucose e delle sierose (orticaria, mal di gola, artrite) caratterizzata da apparizione rapida, edema roseo, pruriginoso e bruciante, migliorata dal freddo.

– Una dose eccessiva di pepe di Cayenne può infiammare le mucose digestive e urinarie; “Capsicum”, il rimedio omeopatico che si ottiene dai frutti essiccati, agisce contro i bruciori dello stomaco e del colon, contro certe faringiti e certe otiti.

– L’avvelenamento da tabacco può portare nausea, vomito, vertigini, tachicardia, collasso; gli stessi sintomi vengono curati da “Tabacum” non solo in caso di tabagismo, ma anche in caso di mal di mare, angina pectoris, aortite.

Di cosa abbiamo parlato a lezione?

Pilastro portante dell’omeopatia è l’assunto che “non bisogna eliminare il sintomo ma cercare di curare dall’interno la causa del problema”.

Omeopatia è innanzittutto, come abbiamo detto,  Filosofia della salute, pertanto comprendere i fondamenti filosofici dell’omeopatia è il primo passo per studiare i principi dell’omeopatia:

*LEGGE DI SIMILITUDINE
* DILUIZIONE
* DINAMIZZAZIONE
* SPERIMENTAZIONE SU INDIVIDUI SANI
* VIS MEDICATRIX NATURAE

Attraverso l’analisi di casi concreti abbaimo visto potuto riconoscere le COSTITUZIONI omeopatiche, e analizzato alcuni rimedi. Abbiamo parlato di MIASMI(psora- sicosi-sifilis), e analizzato esempi miasmatici. Una materia tanto complessa quanto fondamentale per i futuri naturopati!

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